Dal comune di Modica non finiscono mai di stupire!


Conquistare la fiducia degli elettori e convincerli a concedergli il proprio voto è stata  da sempre l’attività maggiormente riuscita di Ignazio Abbate. Le campagne elettorali si sono trasformate per lui in occasioni durante le quali  tutto o quasi diventava  lecito. Lo abbiamo avuto modo di appurare nell’ultima competizione  che lo ha visto in corsa per il secondo mandato di Sindaco. L’obiettivo era rastrellare quanto più consenso possibile per stravincere. E dobbiamo dire che tra stradelle acquisite all’ultimo minuto al pubblico demanio e immediatamente dopo asfaltate e promesse di ogni tipo, il risultato è stato più che raggiunto. Ma in realtà la formula che meglio di tutte le altre ha funzionato ai  fini della sua  elezione, è stata quella della  squadra di candidati al consiglio comunale che senza alcuna remora, come veri e propri guerrieri, sono stati pronti a combattere la grande battaglia per il proprio “capitano” e  scendere in campo a racimolare voti come forsennati. L’obiettivo  di Abbate non era soltanto quello di vincere, la vittoria in qualche modo ce l’aveva in tasca, ma di stravincere appunto. Per farlo occorreva, cosa puntualmente avvenuta, individuare i migliori catalizzatori di consenso della città. E così è stato.  Sono stati gli 96 aspiranti consiglieri candidati nelle quattro liste a sostegno della sua candidatura. Tra di essi ,il buon Ignazio Abbate, scarpe grosse e cervello fino, ha candidato un giovane di belle speranze: un tale Samuele Cannizzaro sconosciuto sino ad allora alle cronache locali ma in grado di vantare  parentele di rango certamente non nobiliari ma di peso in città . Il padre, Giovanni, storico capo di gabinetto dei sindaci degli ultimi 25 anni, nonché fidatissimo collaboratore dell’attuale primo cittadino, lo zio, Saro, addirittura il comandante della polizia municipale in città. Quale miglior modo di intercettare tutti quei possibili voti dei giovanissimi e dei cittadini che dalle parti di Palazzo San Domenico  si erano  trovati a bazzicare? Indubbiamente questo. Sulla carta l’elezione del giovane rampollo di casa Cannizzaro era assicurata ed il piano elettorale perfettamente riuscito. Sfortunatamente per il Sindaco le cose non sono andate come nelle previsioni. Perfino allo stratega dalla mente più fine qualche piano può non riuscire e così Samuele, per quanto abbia ottenuto una buona affermazione, non è riuscito a conquistare l’ambito seggio. L’onore della famiglia Cannizzaro è stato leso. Urgevano immediati provvedimenti riparatori per trasformare  il giovane da vittima degli eventi a stratega e padrone del “suo mondo”. La posta in gioco era alta. Non si poteva inoltre rischiare di perdere  la disponibilità e la fidata collaborazione di un prezioso collaboratore come quella del capo di gabinetto profondo conoscitore di tutti i segreti di gestione. Ecco quindi che arriva per Samuele una nomina di chiaro stampo riparatore: delegato alle politiche giovanili. Nomina a titolo gratuito, che sia chiaro. Per quanto questa consulenza sia stata interpretata  subito della città per quella che in realtà era e cioè “riparatrice” oltre che inutile, a noi non ha scandalizzato. Poteva anche starci per lenire in qualche modo la ferita di una delusione cocente che, in un giovane che aveva appena fatto il suo debutto in società, può bruciare decisamente di più. Il problema purtroppo è che non ci si è fermati soltanto a questo. Da lì al coinvolgimento del rampollo nell’organizzazione degli eventi ufficiali della città, quasi sempre di dubbio gusto e sempre disallineati  rispetto alle aspettative ed al livello culturale di Modica, il passo è stato davvero breve. Oggi la situazione può essere catalogata come fuori controllo. Non c’è evento od occasione di festa in città in cui il giovane talentuoso manager non venga coinvolto e a quanto pare non soltanto lui. La questione ha assunto anche una valenza istituzionale ormai. Il Pd ha infatti chiesto ufficialmente in una nota all'assessore alla Cultura, Maria Monisteri, quale attività abbia svolto la beneficiaria del pagamento di 500 euro riportata nella determinazione n. 3352 del 24.12.2019 emessa dal responsabile del settore XI e se non vi siano conflitti di interesse tra la beneficiaria del pagamento e i responsabili degli uffici comunali. Il dubbio è sorto ai responsabili del Pd e non solo a loro poiché la determina riporta la firma tra gli altri del capo di gabinetto del Sindaco Giovanni Cannizzaro e la beneficiaria pare sia molto “legata” al giovane Samuele. Basta sbirciare sul suo pubblico profilo Facebook per dedurre il legame tra i due. Ci chiediamo, a questo punto delle cose, se dalle parti di Palazzo San Domenico si stiano rendendo conto di aver di gran lunga oltrepassato la misura. Trovandosi nelle stanze dei bottoni a trascorrere gran parte del proprio tempo a pigiarli quei bottoni per fare accendere o spegnere le luci che illuminano meglio la scena del protagonista indiscusso che è il  Sindaco Abbate,  stanno rischiando  tutti di perdere adesso adesione con la realtà, di essere investiti da una sorta di mania di onnipotenza che potrebbe costare cara a tutti.  Assistendo a tutto ciò ci viene in mente una scena del film di Alberto Sordi, "Il marchese del Grillo" quando il nobil uomo a un gruppo di popolani arrestati perché coinvolti con lui in una rissa, spiega mentre si allontana da essi, lapidario la propria immunità alla legge: «Io sono io, e voi non siete un cazzo». Lui era un marchese però ed i popolano non erano i modicani che stanno iniziando ad incazzarsi seriamente.



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