Davide Reinato un modicano con le palle!!!


Sono sempre stato parte di una “minoranza”, in qualsiasi cosa mi cimentassi. E devo dire che la cosa non mi è mai pesata veramente, anzi. Ma oggi no, soffro.
Soffro nel ricevere messaggi come questo. Soffro nell’avere accanto persone che hanno paura di esprimere pubblicamente la propria opinione, poiché perfettamente consce che questa possa in qualche modo “tornargli indietro come un boomerang”. A Modica è ormai di moda la “panamicizia”, perché devi essere sempre carino e coccoloso con chiunque, perché il paesello è piccolo, ci conosciamo tutti e quando ti serve qualcosa, poi, come fai…?
Questa è la città dove se alzi la manina per fare una domanda durante un evento, scatta l’embolo e si chiamano i carabinieri.
Questa è la città dove la mediocrità è ricchezza e l’eccellenza viene etichettata “sticciusaria”.
Questa è la città dove se chiedi conto e ragione delle attività dell’Amministrazione, ti urlano contro che “Tu non devi sapere niente”.
Questa è la città dove la satira sui social è da fermare a ogni costo, annunciando querele un giorno sì e uno no (a proposito, avete rotto le palle, non so più come devo dirvi che non sono io Ignazio Indica Cose, seppur ne condivida larga parte dei contenuti… oh, wait…forse è anche questo che infastidisce?).
Questa è la città dove anche un commento buttato lì – tra il serio e il faceto – sotto un link dell’ennesimo comunicato stampa propagandistico, copiato e incollato a raffica da quasi tutti gli “autorevolissimi quotidiani online” della provincia, provoca allarmismi a più livelli.
E così, anziché prendere la palla al balzo per discutere su un argomento (e dire che i social sono nati per questo), partono telefonate e messaggini, dai toni poco amichevoli. Dopo la prima esperienza di anni fa - quando un “giornalista” vicino all’amministrazione ha elegantemente ben pensato di farmi visita in ufficio dopo un mio malcontento espresso a mezzo social – ormai non mi fottono più: ho preso l’abitudine di registrare le chiamate e salvare i messaggi. Perché alla prossima intimidazione, anche la più timida e celata da amichevole consiglio, partono le querele. Le stesse querele con cui si cerca di zittire le persone che vorrebbero delle risposte e che, non trovandole nelle opportune sedi, chiedono conto e ragione nella pubblica piazza virtuale.
Giornalisti, il cui compito dovrebbe essere quello di scovare le notizie e renderle note alla massa, si premurano di mettere in moto l'ormai celebre macchina del fango, perché in qualche modo ti devono ricordare che "ti devi fare i cazzi tuoi”. Della serie, con noi o contro di noi.
Un’espressione, quest’ultima, molto cara anche ai nostri amministratori ed ha un eco ancor più amplificato nel silenzio assoluto delle istituzioni, quelle in cui i miei genitori mi hanno insegnato a credere pedissequamente.
Ma è dura quando la frase più ricorrente, dalle nostre parti, è “Chiddu è appuiatu buonu”. Perché ti dà l’idea che più a fondo di così non potremo andare. Anche se, nonostante tutto, c’è chi viene acclamato proprio perché continua a scavare.

Davide Reinato ( da un suo post di Facebook del 5 Gennaio)



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