Marchettari travestiti da opinionisti. La nuova tendenza a Modica


La logica è sempre la stessa. Ad un'azione corrisponde sempre  una reazione come nella terza legge della dinamica. Ad ogni critica che in questa città si muove, anche se costruttiva e propositiva, piuttosto che coglierla come occasione di miglioramento e di ulteriore chiarezza, si reagisce ma non in modo uguale e contrario come la terza legge vorrebbe, ma  con  stupidità e irruenza. Lo abbiamo visto non molto tempo fa quando la satira locale social, solo per aver citato il direttore di una testata giornalistica, ha suscitato la scomposta reazione di quest’ultimo che è giunto persino a minacciare querela. Bell’esempio di rispetto delle opinioni altrui e del diritto di critica da parte di chi predica in ogni sede i valori della democrazia e del rispetto delle opinioni altrui! A proposito, ci piacerebbe sapere come è andata a finire questa querela, così tanto per fare un po’ di “curtigghiu” quello stesso che inaspettatamente, dopo averne fatto il loro pane quotidiano,  pare stare stretto a taluni, i quali anche in questo caso, sempre secondo la medesima formula matematica,  per continuare a farsi legittimare  dinnanzi a delle critiche costruttive  hanno immediatamente fatto ricorso al meglio, si fa per dire, che la piazza locale offre come opinionisti per farli correre in propria difesa. Alcuni di questi soggetti però  in realtà altro non sono che marchettari travestiti da opinionisti, per di più di bassa lega. Potremmo infatti definirli così questi personaggi che, insoddisfatti del loro status ormai di “ex”, esprimono adesso in un contesto virtuale opinioni, giudizi e valutazioni su tutto lo scibile umano con l’unica conseguenza di coprirsi  ogni giorno di ridicolo più di quanto non lo abbiano già fatto in passato per via dei loro errori di ingordigia. La città tutta  li sfotte e li tollera  per spirito di caritatevole sopportazione cristiana ma in realtà li conosce bene i loro “vizietti” e li giudica per quello che sono: poveri cristi tristemente relegati al ricordo del loro passato. Eppure non cessano di  considerarsi ancora al centro dell’universo trasformandosi in improbabili soccorritori e rosicando, nonostante cerchino di mistificarlo, per  tutto ciò che di buono si fa in città. Adesso tentano di accreditarsi come opinionisti, insinuandosi  in un dibattito, che per carità necessita del contributo di tutti, ma in cui nessuno ha chiesto la loro opinione o sentito il bisogno di ascoltarla sapendola già viziata e turbata nella necessaria obiettività. Un dibattito in cui la loro opinione diventa per tale ragione, insignificante così come è da tempo la loro levatura morale. Opinioni peraltro spesso, espresse in pieno stile democristiano per cercare di compiacere il potente di turno, nella speranza che finalmente torni ad accorgersi di loro come si conviene ai buoni compari, ma anche lanciando frecciatine e pseudo riprimende per apparire super partes. Da quali pulpiti proviene la predica ci verrebbe da dire ma invece continuiamo ad osservarli e a sorridere nella loro spasmodica ricerca di  riflettori per  tentare di ricrearsi un imene che convintamente anni orsono hanno svenduto ai loro carnefici e ai potenti di turno. Continueranno a dimenarsi come fa il topo in trappola  braccato ma convinto ancora di potersi liberare e tornare alla vita di un tempo. Poveri illusi









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