La falsa carità dei Sindaco Abbate alle famiglie modicane povere



Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde. Così potremmo definire l’atteggiamento del  Sindaco di Modica, Ignazio Abbate. Da un lato padre misericordioso e benevolo che ama la sua città ed i suoi figli e pronto ad immolarsi per il bene della propria città, dall’altro spietato e vendicativo con chi non sottostà ai suoi desiderata e sordo al grido di dolore di centinaia di famiglie, il cui mancato pagamento degli stipendi per chiara responsabilità del comune di Modica, le ha letteralmente ridotte in stato di povertà. In questi giorni che le cronache dei giornali sono monopolizzate dalla vicenda "coronavirus" il nostro caro primo cittadino, immaginiamo,  starà soffrendo tremendamente per non riuscire più a monopolizzare  le prime pagine dei giornali. Se l’è studiate tutte in questi giorni cupi, ricorrendo a dirette video da radio locali, contravvenendo lui per primo alla prescrizione di starsene a casa ed a non uscire se non per comprovate urgenze. E’ andato a rivolgere preghiere solitarie in chiesa  con tanto di fascia tricolore.  Persino  ordinanze dal piglio regionale a mò di governatore ha emesso per tentare di ritrovare un posticino al sole. Tutte se l’è studiate, ma purtroppo con scarsissimi se non pessimi risultati. Non gli gira proprio bene al nostro caro Sindaco in questo periodo. Non gli erano bastate le disgrazie dei mesi precedenti le cui scellerate scelte  lo hanno portato ai minimi storici per popolarità e gradimento, ci voleva anche questo maledetto virus le cui misure di contrasto adottate, se è vero che da un lato sono indispensabili, dall’altro lo stanno politicamente annullando. E allora che fare? Cosa inventarsi per far parlare di sé nel tentativo disperato di riuscire magari  a diventare virale sui social come il suo collega di Delia? Ecco che dal suo magico cilindro esce la soluzione:  regalare la spesa ai modicani meno fortunati. Il Comune di Modica sempre attento ai bisogni dei suoi cittadini meno fortunati, offrirà la spesa ai meno abbienti! Bellissima iniziativa. Un Sindaco come ce ne sono pochi in tutta Italia, direste voi. Peccato che anche in questo caso come per tutte le altre sue lodevoli iniziative,  basta soltanto andare oltre e non fidarsi di ciò che viene scritto dai giornali on line che vantano le sue gesta, per scoprire tutta la verità. La somma che il comune mette a disposizione per la spesa  vi immaginerete che sia almeno un centinaio di migliaia di euro, ed invece con grande delusione  vi comunichiamo che è davvero esigua per non definirla addirittura ridicola: 2.000 euro. I gravissimi problemi delle centinaia di famiglie indigenti che sono censite  a Modica potranno essere risolti o per lo meno anche leggermente alleviati da un provvedimento del genere che ha solo natura scandalosamente pubblicitaria? Ma cosa ancor più grave è il fatto che da un lato Abbate stanzia, con tanto di proclami pubblici e note ufficiali,   ben 2.000 euro per aiutare pochissimi suoi concittadini, dall’altra invece riduce decine e decine di famiglie alla fame e all’indigenza  continuando a non pagare da oltre un anno le cooperative che svolgono servizi di assistenza per conto del Comune di Modica che a loro volta non possono pagare gli operatori impiegati. E’ dei giorni scorsi una lettera che una signora ha pubblicato sui social. Leggete cosa scrive tra gli altri al Prefetto di Ragusa in una lettera aperta indirizzata allo stesso primo cittadino. Fa accapponare la pelle il suo pubblico grido di dolore:
"LETTERA APERTA al sindaco(scritto in minuscolo volutamente) di Modica - AL SIG. PREFETTO DI RAGUSA-ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI RAGUSA".
Io sottoscritta, di cui sopra, cittadina modicana dal 28/04 /55 ivi residente in via Sulsenti 26, ma ancora per poco, in quanto abbiamo perso la nostra casa all'asta giudiziaria il 24 settembre scorso, non per nostra incuria, ma perché mio marito è disoccupato da anni ed il mio lavoro come O. S. S. con la Cooperativa sociale Artemide, non mi viene pagato mensilmente. Così facendo, siamo arrivati ad un punto di non ritorno. Ci siamo rivolti a tutte le istituzioni competenti del caso, ma il nostro ISEE ci danneggia oltremodo, perché il CUD risulta un mio reddito annuo di 12mila euro (ancora da incassare, ma per Legge questo non conta), quindi risultiamo ricchi. Parlo anche a nome delle altre 40 mie colleghe, anche loro senza mensilità da più di 1 anno(…….)
Io con mio marito, non siamo in grado di fare più la spesa, domani chiameremo la CARITAS di Modica, nella speranza di aiutarci per la spesa, ma ormai non mi fido di nessuno, nemmeno delle varie Istituzioni. Perché vedo che la Legge è forte con i deboli, e debole con i forti. La nostra Cooperativa ha avuto un incontro con il sindaco abbate in Prefettura davanti a Lei Sig. Prefetto, ma questa persona non è stata ai patti, né deduco che se né frega altamente di tutti. Ma io non ci sto. Io protesto civilmente e democraticamente, invoco di essere rispettata sia come cittadina prima, sia come lavoratrice dopo. Il lavoro legale va pagato. In uno Stato di diritto, i diritti devono essere pari hai doveri, non il contrario. Voi che siete le più alte cariche che rappresentate lo Stato Italiano, dovete intervenire in questa vergognosa ed annosa vomitevole vicenda. Personalmente io e mio marito siamo "incazzati" all'ennesima potenza, non sappiamo più a chi cazzo rivolgerci, se non a Voi che potete fare qualcosa. Perché poi intervenire se mio marito, infuriato com'è, va dal sindaco è succede qualcosa di spiacevole? Non sto minacciando, mai arrivare a simili conseguenze, però rimane senza stipendi per più di 1anno, non si riesce a vivere. Come e cosa fareste Voi, se non vi paghessero da più di un 1anno? (…..) Vi chiediamo umanamente d'intervenire verso il sindaco di Modica, per sollecitarlo con i nostri pagamenti, siamo all'estremo della pazienza e della sopportazione umana. Le Istituzioni siete Voi, le risposte le vogliamo dallo Stato, se non da chi? Vi saluto cordialmente! Che Dio vi illumini i cuori!" Chissà se questa signora avrà diritto almeno adesso all'elemosima delle 20 euro del grande benefattore Abbate!


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